mercoledì 13 maggio 2015

Recensione "I due volti di Nuova Delhi" di Anna Rita Tranfici

Ma come? Non avevo detto che non facevo recensioni? No. Avevo detto che non avrei fatto recensioni su richiesta.
Ma come? Non avevo detto che in questo periodo ero oberato di studio? Esatto, ma ciò non mi ha comunque tolto la possibilità di leggere un racconto breve che mi ha colpito veramente molto. Si tratta di "I due volti di Nuova Delhi", di Anna Rita Tranfici. Ecco a voi la mia recensione del libro :)
 
Esistono racconti brevi che sono in grado di lasciarti emozioni più intense di un romanzo di centinaia e centinaia di pagine. Questo è senza dubbio il caso di "I due volti di Nuova Delhi", scritto da Anna Rita Tranfici e pubblicato da Lettere Animate. Un racconto che, pur nella sua brevità, dimostra tutta la sensibilità e la maestria nello scrivere dell'autrice.

 Ma andiamo con ordine.

 La storia, come ben si capisce dal titolo, è ambientata in India. Ora, chi scrive, o chi c'ha provato almeno una volta, sa bene che il primo mezzo per attirare l'attenzione del lettore è l'incipit. E l'incipit de "I due volti di Nuova Delhi" colpisce subito.

"Kajal assaporò il gusto amaro della vita proprio nel momento in cui essa le stava regalando il suo frutto più dolce".

 Due domande sorgono spontanee: qual è il gusto amaro della vita nel racconto della Tranfici? E quale, invece, il frutto più dolce? Partendo da quest'ultimo, diciamo subito che si tratta di una storia d'amore. Kajal, la protagonista, si innamora infatti di un mercante di stoffe, Kiran. I due si conoscono al mercato, quando il giovane, tagliando la strada alla ragazza sulla strada che la riportava a casa, le consegna un pacchetto. Al suo interno c'è della stoffa preziosissima, che Kajal non aveva potuto acquistare. La storia d'amore nascosta dei due giovani comincia così.

 E il gusto amaro? Non lo sveliamo. Si tratta di un evento traumatico, che dipinge alla perfezione non solo i due volti della vita, ma anche i due volti dell'India, una nazione affascinante a metà strada fra il progresso filo-occidentale e l'ancoraggio alle tradizioni millenarie.

 E Anna Rita Tranfici questa Nuova Delhi ce la fa vedere, anzi, ce la fa quasi toccare con mano, con le sue descrizioni minuziose, che però non appesantiscono mai il filo della narrazione. Linguaggio quasi perfetto, ho notato un unico refuso sicuramente frutto di semplice distrazione. Certo, vale la solita regola per cui è difficile affezionarsi ai personaggi quando i racconti sono così brevi, ma questo non è un aspetto che mi ha guastato la lettura. Anzi, pur nella brevità dello scritto, la forza di questo racconto sta proprio nella sua capacità di rimanerti appiccicato addosso, una volta spento lo schermo.

 Alla fine della lettura, "I due volti Nuova Delhi" mi ha lasciato una certa malinconia, per quello che racconta, e la consapevolezza che fra gli esordienti italiani ce ne sono alcuni che meriterebbero spazi più ampi.  
 Un racconto al quale, se ne avessi l'opportunità, assegnerei 5 stelle su 5. Ma non ho ancora i mezzi grafici per una cosa del genere. Mi attrezzerò.

domenica 10 maggio 2015

Questo post non ha molta importanza

E'solo un pretesto per lamentarmi della vita che sto facendo in questo periodo. Ossia la dannata vita degli studenti universitari che preparano quattro esami alla volta. Brutta storia, preparare inglese, sociologia, economia politica e diritto privato insieme. Ma sopravviverò(forse).

venerdì 8 maggio 2015

"Il ritratto" di Irene Milani: segnalazione

 
Buongiorno a tutti, signori e signore. Oggi vi presento un altro romanzo, "Il ritratto", scritto da Irene Milani e pubblicato da Lettere Animate. Un libro che miscela sapientemente aspetti del sentimentale, del thriller e dello storico. Un'opera che vale la pena che venga letta. Lascio sinossi, dati e biografia dell'autrice. Approfondite, approfondite, non rimarrete delusi.





- Autrice: Irene Milani
- Titolo del libro: Il ritratto
- Genere: “rosa”, joung adult
- Editore: Lettere Animate
- Uscita: dicembre 2014
- Numero pagine: 226
- Prezzo e-book: 1,99, cartaceo disponibile tra breve

Il libro si può definire autoconclusivo ma è in valutazione della casa editrice il seguito



- Sinossi: Isolde, liceale trentina, appassionata di disegno e fotografia, durante una passeggiata ritrae il volto di un ragazzo sconosciuto; questo fatto apparentemente inspiegabile sembra portare una ventata di mistero nella sua routine quotidiana. Incredibilmente quel giovane si presenta in carne ed ossa proprio il giorno successivo: è il suo nuovo compagno di classe, appena trasferitosi dalla Germania. Isolde pur attratta da Tristan, così si chiama il nuovo arrivato, e dal mistero che lo circonda, accetta la corte di Christopher in una sorta di gioco delle coppie organizzato dalle compagne in previsione della gita scolastica a Praga.

Isolde e Tristan, il quale mantiene un atteggiamento ambivalente nei confronti della ragazza, alternando freddezza a momenti di condivisione, si trovano a lavorare insieme per preparare un progetto scolastico, iniziando a conoscersi meglio. Durante un pomeriggio di studio il ragazzo, messo alle strette, confessa a Isolde il motivo del suo comportamento: la sua famiglia e quella di lei sono divise da un antico rancore, legato alla morte violenta del nonno biologico, che la giovane non conosceva neppure, in un eccidio perpetrato dai nazisti. Isolde è combattuta tra l’attrazione per Tristan, impossibile se non a costo di ferire i propri familiari, e il legame nascente con Christopher, col quale inizia ad uscire in qualità di amico. La gita a Praga vede risolversi, almeno in apparenza, il dilemma di Isolde: sceglie di fidarsi di Chris e di iniziare con lui una storia d’amore, pur essendo ancora legata a Tristan.

Nonostante il rapporto con Chris continui senza problemi, Isolde non riesce a togliersi dalla testa Tristan, anche se il ragazzo fa di tutto per tenerla a distanza. Isolde passa la notte con Chris ma, dopo la sua prima volta, inizia a sentirsi più distante dal fidanzato che sembra aver cambiato atteggiamento. Per il compleanno di Isolde i nonni, presso cui abita, le permettono di fare una festa con tutti i compagni: unici assenti il fidanzato, impegnato in una partita di calcio, e “il reietto” Tristan, malvoluto dalla famiglia di lei. Gli esami di maturità prima e le vacanze poi sembrano aumentare la distanza tra Isolde e il fidanzato che, in Spagna con gli amici, la tradisce. Isolde tronca la relazione con Chris ma, proprio dopo aver incontrato Tristan durante i test di ammissione all’università, scopre che il fidanzato si era messo con lei solo per una bieca scommessa tra amici. Sconvolta dalla notizia corre senza meta fino a ritrovarsi nel luogo dove, parecchi mesi prima, aveva ritratto Tristan; lì lui la raggiunge e dopo un chiarimento a discapito dei buoni propositi di restare lontani capiscono che il legame che li unisce è più forte del rancore delle due famiglie e iniziano una relazione clandestina.

Sinossi (breve): 1)  Cosa può nascondersi dietro un disegno apparentemente inspiegabile? Quali segreti e bugie può far scoprire l’incontro con un ragazzo misterioso quanto affascinante? È quello che dovrà scoprire Isolde, diciottenne trentina alle prese con le conseguenze della separazione dei genitori, con il trasferimento in una nuova città e in una nuova scuola alla vigilia della maturità, lontana dalle amiche del cuore, e con la prima delusione d’amore. Nonostante il momento difficile saprà reagire e affermare la propria personalità, a dispetto di quanto gli altri vorrebbero imporle, per vivere una vita non schiava dei fantasmi del passato.

 


- Biografia dell'autrice:
Sono nata a Milano nel1977, dove ho vissuto fino a quando mi sono sposata. Ora vivo in provincia di Como dove sono moglie, mamma, insegnante e scrittrice esordiente. Fin da bambina ho sempre amato molto leggere ma non mi ero mai cimentata nella scrittura. Da una decina d’anni ho iniziato a scrivere romanzi e racconti, alcuni dei quali premiati in concorsi. Il Ritratto è il primo romanzo pubblicato.


- Siti dove è possibile acquistarlo: Amazon e i principali siti di vendita on line
- () Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Il-ritratto/664977020274077?fref=ts
- () E mail: irmilan@libero.it

giovedì 7 maggio 2015

"Dov'è Alice?" di Stefania Siano: segnalazione

Ciao a tutti, miei giovani lettori. Oggi vorrei segnalarvi un bel romanzo scritto da una giovane autrice. Lei si chiama Stefania Siano e ha pubblicato il suo romanzo "Dov'è Alice?" con la casa editrice Lettere Animate. Di cosa si tratta? Direi di un fantasy piuttosto particolare.
 Ma ora bando alle ciance. Vi lascio con la sinossi, i dati e un estratto dell'opera. Buona lettura :)

Sinossi: Arianna vive a Città dei Sogni e adora sua sorella Alice, una bambola di porcellana capace di parlare e pensare come un essere umano che suo padre ha costruito per lei quando era ancora una bambina. Un giorno Alice scompare misteriosamente, suo padre non le dà alcuna spiegazione e non sembra interessato a cercare la sua sorellina, ma Arianna non si dà per vinta: assieme ai suoi amici Lea e Leo e al suo pupazzo di infanzia il Signor Bianconiglio, decide di partire alla ricerca di Alice; per farlo dovrà attraversare il caos di Paese Sogni d’Oro, il grigiore di Periferia Dormiveglia, la Discarica dei Ricordi e il Distretto Risveglio. Arianna dovrà capire da sola qual è la strada giusta da seguire: dare retta al Dottor Z, un individuo mascherato, vestito da prestigiatore che cammina sui trampoli e che sembra sapere tutto di lei o fidarsi dei consigli del Signor Bianconiglio? Arianna non lo sa, ma l’unica cosa che può salvarla è trovare una risposta alla domanda: “dov’è Alice?”

Info
Titolo: Dov’è Alice?
Autrice: Stefania Siano
Casa Editrice: Lettere Animate
Illustratrice: Paola Siano
Genere: Fantasy
Pubblicato: 7 aprile 2015
Prezzo ebook: 1.49  Amazon (http://www.amazon.it/Dov%C3%A8-Alice-Stefania-Siano-ebook/dp/B00VSKWOEG/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1428502147&sr=8-1&keywords=Dov%27%C3%A8+Alice%3F) Kobo (https://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/dov-e-alice ) Bookrepublic (https://www.bookrepublic.it/book/9788868823368-dove-alice/ ) Feltrilli (http://www.lafeltrinelli.it/ebook/stefania-siano/dov-e-alice/9788868823368 ) Mondadori (http://www.mondadoristore.it/Dov-e-Alice-Stefania-Siano/eai978886882336/ ) Ibs (http://www.ibs.it/ebook/siano-stefania/dov-egrave-alice/9788868823368.html )
Cartaceo: Prossimamente sarà disponibile sugli store online e ordinabile in tutti i punti vendita Mondadori e Feltrinelli.

Breve estratto:
“La bambina entrò nella stanza colma di attrezzi artigianali, sacchi di argilla, gesso e taniche di acqua. Il padre la esortò ad avvicinarsi al tavolo di lavoro dove c’era una splendida bambola, la più bella che avesse mai creato. Sembrava una vera bambina di dieci anni, aveva il visino tondo dall’incarnato eburneo e le gote rosate, sulle spalle scendevano lunghi boccoli biondi, come quelli della madre, gli occhi erano gradi e color castano, come quelli del padre. Indossava un vestito merlettato rosa confetto che, ricordava bene, aveva visto cucire dalla madre pochi giorni prima. Ai piedi aveva dei calzini candidi con delle scarpe di vernice nera. 
«Arianna ti presento Alice. Tua sorella.»”

Book Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=aPUWvaLijbI

Biografia: 
Stefania Siano nasce a Salerno il 18 ottobre del 1989.
Fin da piccola vive in un mondo tutto suo colmo di fantasia, ma solo a 15 anni decide di portare i personaggi e le sue storie surreali su carta.
Nel 2011 vince il suo primo concorso letterario con il racconto il Dott. A-Z, pubblicato in un'antologia fantasy edito dalla Limana Umanita.
Nel 2015 pubblica, con Lettere Animate Editore, l'opera di esordio "Dov'è Alice?" con immagine di copertina e illustrazione realizzate dall'artista Paola Siano.

Contatti:  Sito del libro: http://doveealice-stefaniasiano.blogspot.it/ Pagina Fb: https://www.facebook.com/doveealicestefaniasiano

domenica 3 maggio 2015

No Expo: non chiamateli black bloc

A distanza di qualche giorno dagli eventi del primo maggio a Milano trovo doveroso fare qualche considerazione sull'accaduto.
 Perché ho aspettato due giorni per dire la mia? Per due motivi, principalmente. Il primo è che sono sommerso di studio, come al solito. Il secondo è che ho voluto raccogliere le idee prima di mettere nero si bianco quello che penso.
 Tutti hanno visto quello che è successo a Milano. E' un classico, ormai. Il solito corteo pacifico che viene trasformato in inferno dal solito gruppo di black bloc figli di papà, radical chic, e che manda a monte una protesta sacrosanta. Perché l'Expo sarà anche fantastico e magnifico a vedersi, per carità, nessuno lo nega. Ma dobbiamo anche ricordarci cosa c'è dietro: dieci miliardi di spesa, tangenti a morire, più di cento indagati, migliaia di giovani e di operai sottopagati per lavorare in condizioni di non sicurezza (tant'è che un ragazzino c'ha lasciato le penne, ma nessuno lo ha ricordato nei fasti della cerimonia d'apertura). Lavori completati al 21%. Il giorno dell'inaugurazione. Nulla di nuovo. That's the Italian way, baby. E' così che funziona in Italia.
 Tutto questo giustifica la violenza? Ovviamente la risposta è no. Non siamo troppo lontani dalla casistica di un'altra tragedia, quella di Charlie Hebdo. L'ironia del giornale satirico francese era decisamente oltre la soglia di tolleranza, ma questo non giustifica di certo l'attentato che ne è conseguito.
 Eppure, sembra proprio che i media tradizionali, e il governo, non siano in grado di cogliere la differenza fra i No Expo e i black bloc, esattamente come è successo anche per la Tav. Poco dopo l'accaduto, il beneamato Renzi ha dichiarato:"I No Expo non ci fermeranno". Peccato che a causare il marasma a Milano non siano stati i No Expo, ma i black bloc, che, come detto, sono tutta un'altra cosa. E nello stesso errore del premier è incappato anche il quotidiano La Stampa che, se permettete, non è il primo giornaletto di provincia. Che, nell'articolo che adesso vi linko, titola così:
 http://www.lastampa.it/2015/05/02/multimedia/societa/expo2015/speciale/milano-devastata-comera-ieri-com-oggi-mKykjTNxp5QAZSBzzCfAiM/pagina.html
 E ciò, è evidente, non corrisponde al vero.
 Ora, vorrei fare un'altra considerazione. Parlando con degli amici, che hanno giustamente condannato la violenza, un'obiezione che ho sentito da più parti è stata la seguente:"I No Expo potevano svegliarsi prima". Beh, in realtà l'hanno fatto: la manifestazione del primo maggio è stata solo il culmine di una scia di proteste che ormai vanno avanti da mesi. Allora, mi è stato ribadito il concetto che la violenza di certo non avrebbe risolto il problema. Vero. Ma è anche vero il contrario: ossia che le manifestazioni pacifiche non hanno risolto nulla, almeno negli ultimi dieci anni. Le manifestazioni contro la disoccupazione hanno risolto qualcosa? No. Le proteste contro le dubbie riforme della scuola, hanno portato a risultati? No. E l'elenco potrebbe andare avanti a dismisura.
 E quindi? Questo ci dà il diritto di sfasciare le vetrine dei negozi, distruggere macchine, far saltare in aria delle banche? Ancora una volta, la risposta è negativa. Ma qui si cela il vero problema delle manifestazioni No Expo, e delle manifestazioni di protesta in generale. Ovvero? Ovvero che chi scende in piazza a protestare, legittimamente, contro politiche non soddisfacenti, è molto probabilmente lo stesso soggetto che o non si reca alle urne oppure, all'interno della cabina elettorale, sceglie saggiamente di votare i soliti volti noti, residui del PCI o della DC, che non vedono l'ora di ottenere il consenso del popolo per poter far soldi su iniziative come l'Expo. In questa ottica, anche le proteste pacifiche perdono senso: è un modo per condannare sé stessi, ma continuando a perpetrare lo stesso, drammatico errore.
 Si vogliono evitare altri scempi come l'Expo? Giusto. Allora, forse, è il caso di togliere dalle poltrone del potere quei soggetti che, invece, sono favorevoli. E per farlo esistono due modi assolutamente democratici e tranquilli. Il primo, è lo sviluppo di una coscienza civile. Come si sviluppa una coscienza civile? Semplice: spegnendo la televisione e aprendo i libri. Il secondo metodo è il voto. Il concetto è semplice. Entrate nella cabina elettorale e votate il partito che più si avvicina alle vostre idee e a quello che vorreste ottenere, e il gioco è fatto.
 Poi, se usciti dalle urne doveste per caso vedere un gruppo di manifestanti che inneggiano contro un partito troppo vecchio, e uno di questi dovesse per caso decidere di spaccare una macchina, chiamateli No Expo, chiamateli idioti, chiamateli formaggio, chiamateli come volete.
 Ma non chiamateli black bloc.

sabato 25 aprile 2015

Qualche considerazione sul 25 aprile

E dunque, siamo arrivati al 25 aprile. E buona festa della Liberazione a tutti, prima di tutto. Inutile dire che questo è un giorno importantissimo della nostra Storia, che merita di essere commemorato con la giusta importanza. Se oggi possiamo dire di essere liberi o, per lo meno, di non essere dominati, lo dobbiamo a tutti i nostri nonni che hanno combattuto e magari sono morti per la causa della nostra libertà.
 Fatta questa giusta e doverosa introduzione, qualche mia piccola considerazione personale sulla ricorrenza. Ieri sera ero in pizzeria, e siccome nei momenti di silenzio ho la sgarbata abitudine di ascoltare quello che si dice agli altri tavoli, ho sentito questa discussione. Un uomo sosteneva che la memoria della Resistenza sia stata plasmata dalla sinistra molto rossa, e che quindi la memoria che noi conserviamo di questo evento non corrisponda alla realtà dei fatti.
 Questa è una tesi che ho già sentito numerose volte. Non è un'opinione fascista, e dice una mezza verità. Una MEZZA verità, specifichiamo. Non sia mai che qualcuno mi scambi per un neofascista. Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, consiglio la lettura de Il sentiero dei nidi di ragno, di Calvino, romanzo sulla Resistenza molto lucido. In uno dei capitoli del libro (il nono, mi sembra) Calvino esprime tramite i pensieri di un personaggio il suo punto di vista sulla Resistenza e, in un certo senso, la demitizza. Questo il succo di quello che pensa Calvino: la Resistenza è stata sì un movimento per la libertà, al quale però hanno aderito tanti soggetti spinti da altri motivi. Come, ad esempio, un tentativo di scalata politica, puro spirito di avventura o il desiderio di sfuggire al braccio lungo della legge.
 E d'altra parte, c'è chi, come Salvini (ma vabbè, preferisco non esprimermi su questo essere) sostiene che i partigiani siano stati un gruppo di criminali perché hanno compiuto delle violenze. A tutte queste persone io voglio porre una domanda: sapete citarmi un solo caso storicamente accertato di una guerra combattuta da una parte con i cannoni e dall'altra parte con le poesie?
 C'è poi la questione di chi stava dall'altra parte, cioè chi combatteva per Salò. Ora, i morti sono morti, e in quanto tali non vanno bestemmiati o calunniati. Il presidente della Repubblica Mattarella ha espresso rispetto per questi deceduti ma ha sostenuto che "non bisogna confondere i due campi: da una parte si combatteva per la libertà e dall'altra per il dominio". E questo è vero, come però è anche vero che buona parte dei combattenti di Salò erano poveri cristi costretti a prendere le armi per non fare una fine peggiore.
 Insomma, la Resistenza è un argomento storico che porta a galla opinioni molto divergenti.
 E voi, qual è la vostra opinione sulla Resistenza?
 E a prescindere dalle vostre opinioni in merito, ringraziamo i nostri avi che hanno combattuto per la nostra libertà e commemoriamoli come si deve.

giovedì 9 aprile 2015

Anche in giacca e cravatta, prego: attentato al Palazzo di Giustizia di Milano

E' di pochi minuti fa la notizia che al Palazzo di Giustizia di Milano un uomo, imputato per bancarotta fraudolenta, ha aperto il fuoco, uccidendo due testimoni del processo e ferendone un altro. L'assassino avrebbe esploso quattro o cinque colpi di pistola verso le 11. Dopo l'attentato, ovviamente, confusione e fuggi fuggi generale. L'uomo, Claudio Giardiello, è riuscito a scappare, ma i carabinieri sono certi che riusciranno a riacciuffarlo all'interno del tribunale, che è stato evacuato. Ovviamente, il killer vestiva in giacca e cravatta. Ai grandi appuntamenti noi italiani andiamo sempre vestiti bene.