sabato 30 gennaio 2016

Recensione "L'elefante è già in valigia" di Paola Casadei

Salve a tutti, lettori. Wow. Ho finalmente terminato gli esami della sessione invernale, la Kerber ha appena battuto la Williams e io sono contentissimo. Direi che è il momento giusto per lasciarvi la recensione di un bel romanzo. Si intitola "L'elefante è già in valigia", di Paola Casadei, edizione Lettere Animate. Buona lettura!



Quante categorie di romanzo esistono? Impossibile rispondere con un numero preciso. Di certo esistono romanzi pieni di azioni e di suspence, come quelli di Stephen King; e romanzi che invece si basano, più che sull'avventura, sulla descrizione di luoghi e sull'introspezione psicologica dei personaggi. Un'opera che, a mio dire, potrebbe rientrare in quest'ultima categoria è Fiesta di Hemingway.
Ma perché tutta questa manfrina iniziale?
Se adorate King o, più in generale, i romanzi densi di azione, "L'elefante è già in valigia" di Paola Casadei non vi piacerà. Se, al contrario, avete amato Fiesta o apprezzate, più in generale, i libri che descrivono luoghi e sensazioni, allora il libro di Paola Casadei fa senz'altro per voi.
Questa, in soldoni, la trama. Giulia è sposata con Pierre, un francese che viaggia tantissimo per lavoro. La coppia si stabilisce per un lunghissimo periodo in Africa, e i loro figli crescono là. Quando la loro figlia maggiore, Carlotta, è ormai adolescente la famiglia decide di trasferirsi in Italia, in una non meglio identificata città della Pianura Padana. Riuscirà Carlotta, vissuta per circa sedici anni in Africa, ad integrarsi nel nuovo contesto?
L'autrice ha vissuto davvero in Africa, e ciò è lampante. La Casadei non ha dell'Africa una conoscenza da turista, ma quasi da nativa. Sa descrivere benissimo un tramonto nel Continente Nero, un safari, l'emozione che si prova nel sentire il verso delle balene. E, soprattutto, l'autrice conosce, e rappresenta alla perfezione, le contraddizioni economico-sociali di un continente devastato dalle guerre. Le pagine del romanzo sono piene anche di curiosità e piccoli aneddoti riguardanti alcuni Stati africani, che aiutano il lettore ad immedesimarsi meglio nelle atmosfere di questi luoghi.
Ogni tanto, inoltre, appare anche una ricetta tipica: un altro espediente per far recepire al lettore la cultura del luogo. Personalmente, non essendo un grande appassionato di cucina, non ho molto gradito interruzioni di questo tipo, che potrebbero comunque piacere ai patiti.
Ma in "L'elefante è già in valigia" c'è spazio anche per altre tematiche. Come, ad esempio, i sentimenti. Uno dei primi ragazzi che Carlotta conosce in Italia è Filippo. Ambientarsi in un contesto del tutto nuovo, ovviamente, non è facile; Filippo aiuterà Carlotta a sentirsi a proprio agio in classe, e quello che all'inizio sembra un semplice rapporto di amicizia rischia di diventare ben altro. I social network inoltre, ultimamente tanto denigrati, diventano lo strumento attraverso il quale Carlotta si tiene in contatto con i suoi "vecchi" amici. Che poi è il motivo per quei erano stati inventati; molti ne fanno un uso distorto, ma questo è un altro discorso.
Il romanzo di Paola Casadei si caratterizza anche per la sua quasi perfezione dal punto di vista stilistico-grammaticale. Ho letto altri romanzi di autori esordienti (non molti, a dire la  verità), e fino a questo momento "L'elefante è già in valigia" mi è parso per distacco il migliore a livello di pulizia della lingua. Certo, la forma non fa il contenuto, ma senza dubbio aiuta ad esaltarlo.
In definitiva, quindi, "L'elefante è già in valigia" è un romanzo nel complesso davvero valido, ma non per tutti i palati. Se dovessi riassumere il mio parere con un numero, questo sarebbe 4 (su un massimo di 5, si intende).


mercoledì 27 gennaio 2016

Rispettiamo le culture di tutti, compresa la nostra



La visita di Rohani a Roma ha suscitato polemiche fin dall'inizio; ossia fin da quando era stato annunciato il viaggio del presidente iraniano nella nostra Capitale. Rohani è stato etichettato quasi come un tiranno, come il capo di uno Stato che perseguita gli omosessuali ed esegue, nel solo 2015, circa 900 condanne a morte. Eppure non è il peggio che si possa avere. La politica di Rohani si dimostra lontana dagli eccessi di Khomeini e di Ahmadinejad. Certo, i dissapori con Israele esistono ancora, ma non si parla più di "cancellare Israele dalle carte geografiche"; l'accordo sul nucleare si è finalmente trovato e l'Iran non appoggia i fondamentalisti islamici dell'Isis. A distanza di decenni, finalmente, è possibile instaurare delle relazioni internazionali più serene con uno Stato chiave negli equilibri medio orientali.
L'Italia, inoltre, sta per concludere con Teheran accordi economici per la bellezza di diciassette miliardi di dollari. Una cifra mica male. Un ospite come Rohani, quindi, va sicuramente trattato con il dovuto rispetto.
Il rispetto per un ospite, tuttavia, non implica la rinuncia al rispetto per sé stessi. Se sulla richiesta della delegazione iraniana di non servire il vino a tavola si può chiudere un occhio (anche se la Francia ha già dichiarato che non farà lo stesso), sulla censura delle nostre opere d'arte nei Musei Capitolini passare oltre è difficile.
Che cos'è la politica? È compromesso, avrebbe risposto Mill; nessuno è depositario di verità universali, per cui il giusto emerge dal confronto-scontro fra portatori di verità particolari. Le statue dei Musei Capitolini per noi sono arte, per gli iraniani sono imbarazzanti. Chi ha ragione? Se partiamo dalla prospettiva di Mill, nessuno dei due. Ed è proprio per questo motivo che si sarebbe potuto, e dovuto, trovare un equo compromesso fra le parti in causa. Un esempio? Spostare l'incontro in un altra sala, o direttamente in un altro palazzo. A Rohani non piacciono i nudi di cavalli e di donne? Benissimo, che lo si faccia parlare da qualche altre parte, così sono tutti contenti. Roma, del resto, è piena di palazzi, istituzionali e non, degni di accogliere con maestosità qualsiasi delegazione straniera.
 Da dove deriva, quindi, la scelta di autocensurarci? Ah, bella domanda: probabilmente la verità non si saprà mai. Come nel caso dei misteriosi funerali a Casamonica, è già iniziato lo scaricabarile istituzionale. Franceschini sostiene che lui e Renzi fossero all'oscuro di tutto. La sovraintendenza capitolina ai beni culturali nega un proprio coinvolgimento nella vicenda, e dice di rivolgersi a Palazzo Chigi; quest'ultimo avvia un'indagine al proprio interno per scovare l'inghippo.
 La polemica sul trattamento riservato alle nostre statue non è però fine a sé stessa. Essa arriva, infatti, in un contesto politico molto delicato. Schengen è sull'orlo del baratro, i flussi migratori dalla Siria e dalla Libia verso l'Europa sono in aumento, e i problemi di integrazione fra le comunità europee e quelle musulmane rischiano di esplodere: Colonia docet. L'integrazione e la reciproca accettazione fra due culture diverse non dovrebbe comportare la disintegrazione di nessuna delle due. Autoannullarsi non significa accettare il "diverso", significa sottomettersi. Se l'Occidente fa del rispetto di tutte le culture il proprio cavallo di battaglia, dovrebbe iniziare a rispettare anche quella che conosce meglio: la propria.

sabato 9 gennaio 2016

Segnalazione "Oceano nello Smeraldo" e intervista all'autrice

Salve a tutti ragazzi, spero che abbiate passato delle belle feste. Le mie sono andate benissimo, solo che adesso bisogna riprendere con la vita di tutti i giorni, in particolare con gli esami all'università. Prima di tornare a studiare Storia delle Relazioni Internazionali, però, voglio segnalarvi un romanzo. Si tratta di "Oceano nello smeraldo", di Sara Di Terlizzi, edizione Lettere Animate. Si tratta di un romanzo di narrativa contemporanea, dalle tinte un po'rosa, che vi farà di certo emozionare. 
Ecco a voi, dunque, la segnalazione del romanzo e l'intervista all'autrice.
Buona lettura!


Sinossi: Serena Catelli è la classica studentessa universitaria fuori sede. Proveniente da un piccolo paese di provincia, si ritrova a studiare e vivere in una delle città più suggestive d’Italia: Verona. Il suo grande sogno è quello di diventare una grande giornalista. Una mattina, recandosi all’università in autobus, si scontra con un giovane e bellissimo attore teatrale, Alberto Marano, che le ruba il cuore sin dal primo sguardo. I due si salutano amichevolmente alla stazione dei treni, convinti che non si rivedranno mai più. In realtà i loro destini s’incroceranno di nuovo. Serena lavora nei week end in una birreria a Borgo Roma, poco distante dal suo appartamento. Il venerdì sera dopo il fortuito incontro, una delle colleghe di Serena, le chiede di fare a cambio per servire un tavolo. Qui, Serena e Alberto si vedono nuovamente. Entrambi stupiti dalla casualità dei loro incontri, decidono di conoscersi meglio. Alberto riaccompagna Serena a casa, e i due si danno appuntamento per uscire la Domenica successiva. Dopo aver fatto una passeggiata in centro, ed essere stati in un bar a parlare, i due capiscono che tra di loro c’è intesa e decidono di frequentarsi. Alberto confessa a Serena di essere appena uscito da una relazione di cinque anni, e di credere fortemente nell’amore. Al contrario, Serena non è mai stata innamorata, e sta provando delle forti emozioni nei confronti di Alberto. Dopo quattro mesi passati insieme, Serena capisce di essere innamorata di Alberto, e valuta quale sia il modo migliore di dirglielo. Durante un appuntamento, Serena nota che Alberto è molto strano: si comporta freddamente e si mostra indifferente verso ciò che gli succede intorno, nonostante continui ad affermare che va tutto bene. Serena, stanca del suo comportamento freddo e distaccato, esce dal bar su tutte le furie, lasciando Albero sbigottito. I ragazzi litigano malamente fuori dal bar, si rinfacciano tutte le cose negative di quei mesi passati, finché Alberto confessa a Serena di voler tornare con la sua ex, Alessia. Serena sente improvvisamente il mondo caderle addosso; è delusa, ferita e incredula. Il giorno successivo decide di scrivere una lettera ad Alberto, chiedendogli la sua occasione di viversi la loro storia. Dopo un breve periodo di riflessione, la ragazza capisce di dover rimettere insieme i pezzi della sua vita, di doversi rialzare e ricominciare. Prima di tornare a casa dalla famiglia per le vacanze di Natale, si reca nel posto di Verona che preferisce, un luogo isolato vicino al fiume. Qui, Alberto la raggiunge sorprendendola e chiedendole scusa. Le dice di aver sbagliato, di aver capito che l’amore è altro, e che quello che c’è tra di loro non può essere mandato all’aria per un suo errore. Ma Serena sa, in cuor suo, che la scelta migliore è quella di andare avanti per la sua strada, senza Alberto. Durante le vacanze di Natale, Serena scopre di essere malata e di dover subire, due mesi dopo, un intervento alla gola a causa di un tumore. Questa notizia sconvolge completamente la sua vita, modificando la sua posizione nei confronti di Alberto. Qualche settimana prima dell’operazione, la ragazza si reca nel suo appartamento a
Verona per prendere le sue cose. Qui, decide di vedere Alberto e dirgli finalmente quello che prova per lui. I due ragazzi dichiarano il loro amore l’uno per l’altra, ma Serena non gli racconta della sua malattia e della vicina operazione.

L'autrice: Mi chiamo Sara Di Terlizzi, sono nata a Manerbio (BS) il 16 agosto 1993, e vivo nella provincia di Brescia, in un piccolo paesino chiamato Verolanuova. Ho studiato scienze sociali alle superiori e mi sono diplomata nel Luglio 2012. Al momento, studio all’Università degli studi di Verona, presso la facoltà di Lettere e Filosofia, il corso di scienze della comunicazione. Sono però in fase di laurea, prevista a Marzo 2016. Sto studiando per diventare giornalista, anche se la mia passione principale è appunto la scrittura. Mi piacerebbe riuscire un giorno a scrivere per vivere, per quanto al giorno d’oggi possa essere difficile.
In ambito letterario, ho scoperto questa grande passione ai tempi delle superiori e ho cercato di non lasciarla andare mai. Ho aperto una pagina facebook (https://www.facebook.com/Sara.Diter/) e un blog (https://saraditerlizzi.wordpress.com/) in modo da poter coltivare al meglio questa passione. Nel 2012 ho vinto un concorso pubblicando una poesia nel libro “Passione Mediterrane”, e lo scorso 04 Novembre ho pubblicato il libro “Oceano nello smeraldo”.

Titolo: Oceano nello smeraldo
Autrice: Sara Di Terlizzi
Editore: Lettere Animate
Pagine: 103
Genere: Narrativa Contemporanea/Rosa
Prezzo: €2.49
Link d'acquisto: http://www.amazon.it/Oceano-nello-smeraldo-Sara-Terlizzi-ebook/dp/B017LA97O6/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1452335935&sr=8-1&keywords=sara+di+terlizzi

Ed ecco a voi l'intervista all'autrice.

Cominciamo con qualche domanda su di te. Sei una laureanda in Scienze della comunicazione. Avrai sicuramente sentito, in questi giorni, le polemiche sulle dichiarazioni del ministro Poletti. Come valuti, personalmente, il sistema universitario italiano?

Sinceramente, ritengo che il sistema universitario italiano non sia così male come tanti di noi lo descrivono. Dobbiamo considerare che i laureati italiani all'estero vengono considerati molto bene, perché diciamocelo, una laurea presa in Italia, non è una laurea presa in America. Detto questo, è ovvio che abbiamo delle lacune enormi, altrimenti non saremmo qui a parlarne, ma fondamentalmente penso che ci siano delle buone basi. Per quanto riguarda le dichiarazioni di Poletti, l'unica cosa che posso permettermi di dire è, che se ci fosse più lavoro, le persone lavorerebbero, ma non possiamo generalizzare, perciò mi limito semplicemente a sperare di poter trovare il lavoro che amo, in un futuro non troppo futuro. 

Ti piacerebbe scrivere per vivere. Quali sono, fra gli autori che hanno già realizzato questo sogno, i tuoi preferiti?
Se dovessi iniziare una lista dei miei autori preferiti, credo che non finiremmo più! In questo caso posso dirti quali effettivamente non potrei mai e poi mai eliminare dalla mia biblioteca personale. Il primo in assoluto è decisamente Alessandro Baricco, è decisamente il mio autore preferito. Subito dopo ci sono Margaret Mazzantini, Niccolò Ammaniti, e se potessi citare anche autori che sono già morti, probabilmente la lista sarebbe infinita, adoro la letteratura classica, Dante, Svevo, Verga, Marquez,Hemingway, Austen.. Lista infinita.

Come è nata di preciso la tua passione per la scrittura e il giornalismo?
La passione per la scrittura è nata semplicemente, sono passata dallo scrivere un diario, quando ero solo un'adolescente, a riportare i miei pensieri sul computer, ho iniziato a condividerli, e da lì ho capito che io e la scrittura avevamo talmente tanto da darci a vicenda che non l'avrei più voluta lasciare. Per quanto riguarda il giornalismo, è tutto un percorso che ancora devo capire, i giornalisti italiani sono particolari, è un lavoro che dà tanto ma toglie tanto allo stesso tempo, non so bene dove sia arrivata questa passione, questa voglia di entrare nel loro mondo, ma ora so che c'è, e che farò di tutto per arrivare dove voglio. 

Nel 2012 hai vinto un concorso e hai pubblicato una poesia nel libro "Passione Mediterranea". Quanto sono importanti secondo te i concorsi per farsi conoscere?
Credo che questo genere di concorsi possa servire solo fino ad un certo punto. Sì, i concorsi aiutano a farsi conoscere, ma ormai viviamo in un mondo dove condividiamo tutto sui social, e credo che farsi pubblicità non sia più così difficile come una volta. 

Veniamo adesso al tuo romanzo. Serena scopre per la prima volta l'amore durante la relazione con Alberto. Non voglio chiederti in quali circostanze tu abbia conosciuto questo sentimento, mi sembrerebbe di essere invadente. Ma come è stato il tuo impatto con questo?
L'impatto con il mio primo amore è stato un vero e proprio uragano. Niente era come doveva, tutto estremamente complicato, un vero e proprio casino insomma, credo sia vero quando dicono che l'amore ti fa perdere la testa, almeno a me è successo questo, ho perso completamente la testa, e forse anche un pezzo di me. 

Alberto, quando inizia a frequentare Serena, è appena uscito da una relazione lunga cinque anni. Ti è mai capitato di doverti lasciare alle spalle una lunga fase della tua vita, per poter ricominciare?
Non so se sia effettivamente un bene o un male, ma sì mi è successo. è una cosa talmente difficile da fare che sembra quasi assurda. Alberto non riesce a farla completamente, non da subito perlomeno, fa un errore, ci sbatte la testa, capisce di aver sbagliato e poi torna su suoi passi. E a volte la vita va proprio così, siamo talmente legati a qualcosa che fatichiamo a distaccarci, ma nel momento in cui facciamo un passo indietro capiamo che in fondo non era così importante come credevamo. Dovremmo essere in grado di farlo, quel passo indietro, ma non è comunque una cosa facile, io per prima ci ho messo del tempo per capirlo. 

La storia che hai scritto è ambientata interamente a Verona. Qual è il tuo rapporto con questa città?
Verona è una città importante per me. Al di là del fatto che frequento l'università a Verona, ma ho vissuto un intero anno lì. Per una persona come me, che viene da un paese molto piccolo, in provincia, è stata una boccata d'aria fresca. Verona mi ha dato emozioni che, per il momento, non sono riuscita a vivere in nessun altro luogo, credo ci sia della magia in quella città, la consiglio caldamente a chiunque abbia bisogno di staccare un po'. 

Ambienteresti un tuo racconto in una città che non conosci?
Inizialmente l'idea era proprio quella di ambientare il romanzo in una città che non mi appartenesse emozionalmente, ma poi mi sono resa conto che per il genere di storia che ho raccontato, Verona fosse l'ideale. Al di là di questo romanzo, probabilmente sì, lo farei, ma solo per il semplice fatto che al giorno d'oggi basta una ricerca su google per vedere come una città è fatta. 

Grazie mille per le tue risposte e in bocca al lupo con il romanzo!

sabato 5 dicembre 2015

Segnalazione "Nella fine...il principio" di Paolo Santamaria

Ciao a tutti, e scusate davvero per il lungo periodo di inattività, ma tra l'università e qualche piccola attività lavorativa ho trovato poco tempo per dedicarmi al blog.
Riprendiamo con interviste e segnalazioni di autori esordienti! Oggi voglio segnalarvi "Nella fine... il principio", un interessante romanzo di formazione scritto da Paolo Santamaria ed edito da Lettere Animate. Ecco a voi tutte le informazioni necessarie


Sinossi: Adam Calden, diventato ormai un uomo e padre di famiglia racconta quella che è stata la sua vita dalla nascita fino ad oggi.Nel corso della storia ci presenterà la sua famiglia,i suoi amici e ci renderà partecipi degli eventi lieti e non che hanno caratterizzato la sua crescita e che lo hanno lentamente aiutato a diventare,dopo varie difficoltà e momenti bui,nell'uomo sereno e felice che è adesso.
Disponibile su: In formato digitale su Amazon e quasi tutti gli store. (così mi ha detto la C.E.) Prossimamente disponibile anche in versione cartacea.
Breve Biografia: Nasco il 4 Giugno 1987 a Montegranaro,un paese in provincia di Fermo (nelle Marche) ma vivo e risiedo in un altro paese (Rapagnano) vicinissimo a quello in cui sono nato. Attualmente disoccupato e in cerca di lavoro,vivo ancora in famiglia e mi sono diplomato all'Istituto Statale d'Arte di Fermo.
 
Titolo: Nella fine...Il principio
Autore: Paolo Santamaria
Editore: Lettere Animate Editore
Genere: Narrativa
Numero pagine: 170
Data della pubblicazione: 10 Novembre 2015
Prezzo: € 1.49
 

domenica 4 ottobre 2015

Tutte le recensioni a "Facemmo l'amore una notte di maggio"

Ciao a tutti ragazzi.
 Con questo post voglio, per una volta, tirare un po'l'acqua al mio mulino. Come ben saprete, ogni romanzo viene recensito da diversi blog, e le recensioni possono essere positive o negative. Le recensioni, poi, appaiono su internet. Due ultime recensioni, positive, misteriosamente su internet non appaiono.
 Ora, fino a questo momento ho ricevuto due recensioni negative, e non ho fatto nulla per nasconderle. D'altro canto, però, mi infastidisce che quelle positive non compaiano. Ho così deciso di creare un post sul mio blog in cui, di volta in volta, pubblicare i link delle recensioni che ricevo, siano esse positive o negative.
 A presto e buona domenica ^_^

 http://paginedellenostrevite.blogspot.it/2016/03/recensione-di-un-lettore-facemmo-lamore.html
http://danielaruggero.blogspot.it/2016/02/facemmo-lamore-una-notte-di-maggio.html
http://rainbow1603.blogspot.it/2016_04_01_archive.htmlhttp://rainbow1603.blogspot.it/2016_04_01_archive.html
https://irenesartori.wordpress.com/2015/10/03/recensione-letteraria-facemmo-lamore-una-notte-di-maggio/
https://ilrifugiodellircocervo.wordpress.com/2015/09/07/facemmo-lamore-una-notte-di-maggio-andrea-domenico-schiuma/
http://chelibroleggere.blogspot.it/2015/04/facemmo-lamore-una-notte-di-maggio.html
http://cinebooksblog.blogspot.it/2015/04/recensione-facemmo-lamore-una-notte-di.html
http://unoscaffaledilibri.blogspot.it/2015/07/recensione-facemmo-l-in-una-notte-di.html
http://thebookthiefblogger2.blogspot.it/2015/07/ultima-tappa-del-blogtour-recensione.html

sabato 26 settembre 2015

segnalazione/intervista a Michele Sbriscia

Salve a tutti, lettori. Oggi voglio segnalarvi un romanzo di Michele Sbriscia, "Araba fenice", edito da Lettere Animate. Un romanzo con venature thriller e amorose. Seguirà poi l'intervista all'autore. Ma ora bando alle ciance, e largo alle informazioni!

Sinossi:  Andrea è un giovane neo imprenditore, appassionato di viaggi. Ama la lettura e passa intere giornate in biblioteca. È perdutamente innamorato di Kari, ragazza tunisina da poco giunta in città. Entra in possesso casualmente di un documento cartaceo, scritto probabilmente dal famoso alchimista Cagliostro. Ma sulle tracce dell'antico reperto reperto ci sono loschi e pericolosi individui pronti a tutto!
Tra improvvisi balzi spazio-temporali e fughe repentine, Andrea dovrà vedersela anche con un terrificante killer giunto dall'Africa. Riuscirà a proteggere la sua amata Kari e a risolvere l'arcano mistero celato nell'indecifrabile foglietto scritto col sangue?


Biografia Autore: Michele Sbriscia è nato a Fano (PU) l’8 Agosto 1970. E’ sposato con Lara e ha 2 figli, Giorgia e Matteo. E’diplomato in elettronica ed ha la fortuna di lavorare nel settore da venti anni. Questa è la sua prima fatica.


 Titolo: Araba Fenice
 Autore:
Michele Sbriscia
 Genere: Trhiller, giallo
 Prezzo: 1.99

 Formato: E-book
 Pagine: 219
 Dove acquistarlo: http://www.amazon.it/Araba-Fenice-Michele-Sbriscia-ebook/dp/B00YWH19KW/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1435174928&sr=8-1&keywords=sbriscia


E ora la parola all'autore.


Apprendiamo dalla tua biografia che sei diplomato in elettronica. Come ti è sorta la passione per la scrittura?
La mia passione in realtà è la lettura. Mi entusiasmo davanti un buon  libro, specialmente se riesce a farmi "navigare" con la mente.
Poi un avvenimento psicofisico molto FORTE, ha "stravolto" la mia vita, tanto da farmi cominciare a scrivere le emozioni da me provate. Quasi spontaneamente è venuto tutto di seguito. E mi è piaciuto tanto! Naturalmente per posso svelare questo speciale evento, visto che è raccontato nel libro!

Definisci questo romanzo come la tua prima "fatica". Quali sono, secondo te, le principali difficoltà che uno scrittore deve affrontare per scrivere il proprio romanzo e pubblicarlo?
Tempo. Occorre avere tanto tempo da dedicare alla lettura di parecchi testi, alla ricerca di materiale inerente. Poi mettere i pensieri nero su bianco.
Infine aggiustarlo, adattarlo, correggerlo e rileggerlo migliaia di volte per non commettere errori e renderlo il più simile ad un libro vero.
Poi la sfida finale di trovare un editore EAP che creda nel manoscritto.
Il mio libro è stato scritto tra il 2007 e il 2008, anni in cui per lavorare prendevo il treno. Avevo diverse ore a disposizione tutti i giorni della settimana.
Il contratto è venuto dopo molti anni, nel 2014, grazie a Lettere Animate Editore.

Andrea, il protagonista dell'opera, è un neoimprenditore appassionato di viaggi. Ti rispecchi nel protagonista?
Ad Andrea ho affidato molte miei passioni, tra cui quella di viaggiare. Chi mi conosce bene, può trovarmi in molte pagine del libro.
Comunque Andrea non è il protagonista, ma gregario come tutti gli altri personaggi. Il continuo evolversi degli eventi e i luoghi stessi sono i protagonisti assoluti!

Ti va di raccontarci il viaggio più bello che tu abbia mai fatto?
Ho viaggiato molto, specialmente in Italia. Un po’ nell’Europa mediterranea e Asia medio orientale.
Quello che amo di più del viaggiare è la ricerca delle mete da visitare, progettare e creare la vacanza.
Il viaggio più bello è sempre l’ultimo, ma quello che mi è rimasto più nel cuore è quello in Andalusia.

Andrea è innamorato di una ragazza tunisina, Kari. Come giudichi i recenti fenomeni immigratori che interessano il Mediterraneo?
L’argomento è molto delicato e complesso. In sintesi, credo fermamente che la maggior parte di Loro fugga dal proprio paese e dalla proprie case per conflitti militari, politici, religiosi. Altri dalla convinzione di trovare un lavoro, del benessere o prosperità economica.
Alcuni non hanno più niente, se non i propri familiari.
Ma l’Europa non è pronta per accoglierli: la crisi economica che perdura ormai da anni, la carenza di lavoro che sembra non voler cessare, la paura degli occidentali di incontrare per strada fanatici religiosi o terroristi la fanno da padrone.
Mettiamoci nei loro panni: cosa faremmo noi a parti invertite? Quanti dei nostri bisnonni o prozii  sono andati via dall’Italia in cerca di lavoro, benessere o ricchezza in un passato non molto lontano?

Sempre il protagonista entra in possesso di un manoscritto probabilmente scritto dal chimico Cagliostro. La scienza ha sempre ispirato la letteratura (un esempio su tutti, Frankenstein). Chi, invece, ha ispirato il tuo romanzo?
Il mio scrittore italiano preferito è il Magister Valerio Evangelisti, scrittore bolognese della fenomenale saga dell'inquisitore medioevale Eymerich (al quale, nella mia storia, ho dedicato un cammeo!).
La sua struttura dei romanzi, primo fra tutti Cherudek che è il mio preferito, è molto interessante; più storie sono strettamente interconnesse, ma il collegamento risulto chiaro solo verso la fine del romanzo.
Nel mio libro due storie apparentemente disconnesse tra loro si susseguono, con improvvisi balzi spazio-temporali. Una delle due vicende è volutamente confusa, priva di senso logico, con un linguaggio totalmente
differente dall’altra. Si congiungeranno in un solo punto. E li il lettore avrà ben chiaro la struttura del libro. 

Ci lasci con un consiglio a tutti coloro che vogliono scrivere il loro primo romanzo?
Posso solamente incitare i miei colleghi lettori e futuri “scrittori” (anche se io non mi sento come tale!) di leggere tantissimo. Io sono stato baciato dalla fortuna e mi si è aperta una finestra temporale durante la quale sono riuscito a sviluppare una trama (spero!) convincente e accattivante. Ma il mio è solo un caso. Magari Voi amici avete un dono speciale di cui non siete a conoscenza! Abbiate coraggio e provate a scrivere ogni qualvolta Vi viene in mente un pensiero, una riflessione o un’idea. Metteteli nero su bianco, magari alla fine uscirà qualcosa di buono!
Grazie Michele e buona fortuna con il tuo romanzo!

lunedì 21 settembre 2015

Sulle conoscenze storiche delle Miss e su cosa denigra la donna e cosa no

Dato che in queste ore sembra che non si parli d'altro, volevo esprimere la mia sulla gaffe della nuova Miss Italia.
 L'imputata in questione si chiama Alice Sabatini, e ieri è stata eletta, come già detto, Miss Italia. Alla domanda di Claudio Amendola, che le chiedeva in quale epoca le sarebbe piaciuto vivere e quale personaggio storico avrebbe voluto essere, la Sabatini rispondeva così:

"Nel'42, per vedere realmente la Seconda Guerra Mondiale. Sui libri ci sono pagine e pagine, io volevo viverla, tanto so' donna e il militare non l'avrei fatto e me ne sarei stata a casa".

E qui è iniziato lo sfacelo.
 Qualcuno ha ritenuto questa risposta indelicata, poiché la guerra è una realtà presente ancora oggi in molti Paesi: basti pensare a quello che sta succedendo in Siria, in Iraq e in molte repubbliche africane. Questo ragionamento, però, porterebbe a mettere in accusa qualsiasi frase in cui si rilevi un problema che sussiste all'estero e non in Italia. Anche una banalissima frase come:"Sono contento di non avere l'ebola" potrebbe a questo punto risultare offensiva per tutti i Paesi in cui invece, purtroppo, la gente muore ancora di ebola.
 "Ma non poteva scegliere la belle époque? Nessuno le avrebbe rinfacciato niente". Forse a qualcuno bisognerebbe far notare che la storia dell'umanità è costellata di guerre, e che anzi, sono molti di più i periodi in cui si è combattuto che quelli in cui ha regnato la pace. E poi, che male c'è ad essere affascinati da UNA guerra(non dalla guerra in generale)? Anche a me sarebbe piaciuto assistere alla Rivoluzione Francese: certo, magari senza correre il rischio di essere ghigliottinato per uno starnuto.
 Il punto sul quale però si sofferma più gente è che la frase dell'imputata Sabatini sminuirebbe il ruolo della donna nel corso del secondo conflitto mondiale. E questo è innegabilmente vero: poche donne sono andate sul fronte, ma molte hanno combattuto insieme ai partigiani, o li hanno aiutati materialmente, ad esempio, trasportando armi sottobanco o facendo viaggiare informazioni. E molte, come naturale in guerra, ci hanno rimesso le penne.
 Ha ragione, quindi, chi critica l'infelice uscita della Sabatini con questo criterio.
 Ma ci stiamo dimenticando di una cosa fondamentale.
 Ossia: tutto avviene nel contesto di un concorso di bellezza.
 Cosa si dovrebbe premiare in un concorso di bellezza? La bellezza, appunto o, al limite, talenti legati al mondo dello spettacolo: la capacità di cantare e di recitare, per dire. Non di certo le competenze storiche o intellettuali delle candidate.
 Lo dico da grande appassionato di storia. Se un giorno mi presentassi a un fittizio concorso di conoscenze storiche e mi proponessero una domanda di chimica, di cui non so un beneamato niente, io non saprei rispondere, e il giudizio di un'eventuale giuria non dovrebbe tener conto di questa mia mancanza.
 Vi aspettereste che un cane miagoli? O che un elefante squittisca? Immagino di no. Ecco, per lo stesso motivo non c'è nessuna logica nell'aspettarsi che una concorrente di un concorso di bellezza abbia delle conoscenze storiche e intellettuali approfondite. Stop. Certo, se ne avesse ancora meglio, ma non passi il solito luogo comune secondo cui una persona (e dico PERSONA, non donna) che è bella è necessariamente stupida.
 Finisco questo mio sproloquio con un'ulteriore precisazione. L'esternazione della ragazza è, come detto, senza dubbio fuori luogo. Ma, amici cari, non denigra il ruolo della donna (in generale) più di quanto non lo faccia guardare una trasmissione di Barbara d'Urso, il Grande Fratello o, peggio ancora, picchiare la propria moglie o andare a prostitute.
 Per cui, amici e amiche care, che criticate questa ragazza che ha certamente detto una cavolata, se guardate il Grande Fratello o una trasmissione della D'Urso, o picchiate vostra moglie o andate a prostitute, fatevene una ragione.
 La vostra incoerenza denigra la donna molto più dell'affermazione di questa Alice.
 P.S.: pubblico l'articolo senza foto solo perché, misteriosamente, oggi il pc non riesce a caricarle.