domenica 21 febbraio 2016

Analisi della bufala: fra Umberto Eco, social network e democrazia


Qualche giorno fa, come sappiamo, è morto Umberto Eco. Non voglio esprimere opinioni su di lui come scrittore: di quello che ha scritto ho letto solamente "Il nome delle rosa" e l'introduzione agli "Esercizi di stile" di Raymond Queneau. Troppo poco, per azzardare un giudizio sulle qualità artistiche del professore.
 Eco, però, è stato anche un importante semiologo e filosofo. Qualche tempo fa fece discutere una sua affermazione. La riporto qua:"I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli. Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli".
 Parole dure, quelle dell'intellettuale piemontese, che illo tempore alzarono un vespaio di polemiche.
 Ma l'aveva detta poi tanto grossa?
 Stando a quanto vedo ultimamente sui social network, credo proprio di no. Facebook, ad esempio, è letteralmente invaso da notizie bufala. Fra quelle recenti, la più divertente è senz'altro questa.

Vi state chiedendo se quello nella foto è Ezio Greggio? Perché sì, è davvero lui. Questa immagine è stata inizialmente condivisa su un profilo privato, e ha poi avuto la bellezza di 13266 condivisioni. Inutile dire che, recentemente, nessun poliziotto Carmine ha perso la vita inseguendo un clan di africani che aveva appena rapinato una famiglia di pensionati.
 E le reazioni dei soggetti che hanno condiviso la "notizia"? Indignate, ovviamente. Molti si sono accorti della colossale panzana, ma tanti altri no. In questo modo si è divulgato, in maniera ingiustificata e pretestuosa, l'odio verso una categoria sociale, quella degli immigrati.
 Ma di bufale come questa, sulla rete, ne girano tantissime. Sulle presunte dimissioni del Governo Renzi, sulla cessione di due regioni italiane alla Germania per pagare il debito pubblico (fantasiosa anche questa!), sulla cessione di acque territoriali italiane alla Francia (qui un fondo di verità in realtà c'è, ma la questione è troppa lunga da affrontare in un solo post). E l'elenco potrebbe andare avanti all'infinito.
 Ma da dove nascono queste bufale?
 Per quanto ne so io, le "fonti" di queste bufale sono di due tipi. Prima di tutto, esistono i siti dichiaratamente ironici, che prendono in giro le principali testate nazionali. Fra questi elenco i primi che mi vengono in mente: "Lercio"- caricatura di "Leggo" -, "Il Giomale" - caricatura de "Il Giornale" -, "Il fallo quotidiano" - caricatura de "Il Fatto quotidiano" - e "Il corriere del corsaro" - caricatura de "Il corriere della sera" -. Siti a mio modo di vedere estremamente simpatici e ironici, se solo se ne riconosca la natura sarcastica. Molti, infatti, prendono sul serio le notizie che divulgano questi siti. E qui sorge già un primo problema.
 E'tanto difficile realizzare che un sito che si chiama "Il fallo quotidiano" non è intrinsecamente credibile? La risposta naturale sarebbe no, non è difficile. Eppure molti ci cascano.
 Le bufale nascono, in primis, perché molto spesso il lettore non ha la cura, o la voglia, di accertarsi che le fonti siano affidabili. Perché frequentemente preferisce soddisfare la pancia, che il cervello.
 Esistono poi siti non caricaturali che, deliberatamente, divulgano notizie false: lo fanno anche per ottenere visualizzazioni facili e, da queste, visibilità e, a volte, profitti. Siti che, a mio modo di vedere, andrebbero chiusi. La falsa informazione dovrebbe diventare un reato. Tutti i principali pensatori dell'800 (mi vengono in mente, in primis, Fichte e Mill) si sono occupati del tema della libertà d'opinione e di parola. Fichte odiava la censura, che aveva ostacolato la pubblicazione di una sua opera e di una di Kant. Mill, da canto suo, riteneva invece che la libertà di coscienza fosse la madre di tutte le libertà: da essa deriva anche la libertà d'opinione. Ma da dove nasce, invece, il diritto di manifestare liberamente la propria opinione? Dal fatto che nessuno è detentore della verità assoluta e dalla credenza che, in politica, la verità venga a galla dal confronto e dalla somma di tante verità parziali.
 Ora, però, ci sarebbe da porsi un quesito di natura etica: la libertà di manifestazione dell'opinione può spingersi fino al punto di diffondere notizie false, spacciandole per vere?
 In ogni caso, adesso la risposta a questa domanda non ci interessa.
 Può succedere, quindi, che un lettore incappi in un sito non caricaturale che diffonda notizie false, o parziali. Cascarci, in questo caso, è forse ancora più facile.
 O forse no.
 Perché se è vero da un lato che i Social Network e Internet in generale hanno aumentato la possibilità di incappare in siti o in personaggi dalla dubbia moralità, è anche vero, dall'altro lato, che proprio Internet ci regala la soluzione al problema. La quantità di informazioni (vere e, soprattutto, verificabili e verificate) che si può trovare sulla rete è davvero sterminata.
 Allora mi sorge un dubbio.
 Un articolo dice che Renzi si sarebbe incontrato con la Merkel per cedere alla Germania due regioni italiane, in modo da poter pagare il debito pubblico italiano. A parte che la notizia in sé sembra già poco credibile, su Internet si trovano praticamente tutti gli atti legislativi emanati dalla nascita della Repubblica. Per smascherare questa bufala, tuttavia, non bisogna cercare leggi strane o sconosciute. Basta dare una lettura all'articolo 80 della Costituzione.
 Perché la gente non ha voglia di controllare la veridicità di un articolo e delle informazioni in esso contenute, prima di condividerlo? Tra l'altro esistono anche dei siti specializzati nella smentita delle bufale, tipo Bufale Un Tanto Al Chilo o Bufale.net. Ignoranza? Pigrizia? Istinto? Odio?
 Voglio spendere adesso due parole su quest'ultima tesi. Buona parte delle bufale riguarda categorie di soggetti che non godono di una buona reputazione nell'opinione pubblica: parliamo di immigrati, politici, imprenditori, presunti Nuovo Ordini Mondiali e complottismi vari. L'istinto del lettore a soddisfare i propri sentimenti e i propri rancori prevale così sull'ipotizzabile condotta ragionevole di verificare fonti e informazioni. La bufala, così, diventa un'appendice del populismo e della demagogia.
 La risposta a tutte quelle ipotesi, onestamente, non ce l'ho.
 Qui, però, ritorniamo all'affermazione di Umberto Eco. Internet dà voce a un esercito di cretini? Forse è vero. Cito di nuovo il semiologo:"I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli. Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività". La prima parte dell'affermazione, in sé per sé, è un po'imprecisa. Non sono i social media a dare diritto di parola agli imbecilli: consentire a chiunque di poter parlare è uno dei pilastri del nostro sistema democratico. Il secondo periodo, però, è dannatamente vero. I social media danno un'enorme risonanza a queste cretinate, risonanza che prima non esisteva. Una notizia falsa può essere estremamente pericolosa. Farla girare è un attentato allo Stato quanto far esplodere una stazione, perché le conseguenze della falsa informazione possono essere anche gravi.

Non credo, con questo mio articolo, di aver detto tutto il possibile sull'argomento. Non credo nemmeno di avere senza dubbio ragione, sono un essere umano. Se mi è sfuggito qualcosa, se avete idee diverse, segnalatelo pure nei commenti. La libertà d'opinione, quella vera, è sacrosanta.

sabato 20 febbraio 2016

Segnalazione "Solo a un passo dal tuo cuore", di Doranna Conti



Salve a tutti ragazzi. Oggi è un bel sabato, ma io lo passerò a studiare Filosofia Politica per tentare di dare l'esame ad aprile.Bel progettino, eh?
 Nel frattempo, voglio segnalarvi una nuovissima uscita, che potrà di certo piacere agli appassionati di romance e storie d'amore. Si tratta di "Solo a un passo dal tuo cuore", di Doranna Conti, romanzo pubblicato da Libro Aperto International Publishing.
 Quindi, bando alle ciance ed ecco a voi tutte le informazioni utili su questa opera.
 A presto!






Sinossi:
Eva è una ragazza determinata e con la testa sulle spalle, che ha abbandonato una vita agiata e sicura per seguire i suoi sogni e per guadagnarsi la sua indipendenza.
Lavora come traduttrice e frequenta un centro volontari dove un giorno fa il suo ingresso Mark, un uomo d’affari affascinante e seducente, condannato a un mese di servizi socialmente utili per aver guidato in stato di ebbrezza.
Mark è tutto ciò che Eva ha sempre detestato: è ricco, arrogante e pieno di sé e soprattutto, è abituato a ottenere tutto ciò che vuole.
La sua antipatia verso quell’uomo è istantanea e nonostante cerchi in ogni modo di allontanarlo, Mark sembra non avere intenzione di lasciarla andare.
Ormai ha preso la sua decisione: quella ragazza sarà sua e non accetterà un no come risposta.

Dati del romanzo:

Titolo: Solo a un passo dal tuo cuore
Autore: Doranna Conti
Anno: 2016
Genere: Romantic Comedy
Pagine: 218
Data di uscita: 18 febbraio 2016
Prezzo cartaceo: 14.00 €
Prezzo eBook: 1.99 €
ISBN cartaceo: 9781910442548
ISBN eBook: 9781910442555

venerdì 19 febbraio 2016

Recensione "Se hai bisogna chiama", di Raymond Carver

E'da un po'che non scrivo qualcosa qui sul blog. Quindi oggi ho deciso di lasciarvi la recensione di uno degli ultimi libri che ho letto:"Se hai bisogno, chiama", di uno dei pilastri della letteratura americana: Raiymond Carver.
 Si tratta di una raccolta di racconti. Non c'è da stupirsene: Carver è conosciuto come uno dei massimi scrittori di racconti dell'ultimo secolo. Questa raccolta, in particolare, assembla cinque storie giovanili e cinque pubblicate postume.
 Ero al mio primo Carver, e devo dire che le aspettative non sono rimaste (totalmente) deluse. Lo stile di ogni racconto è, come pronosticabile, molto asciutto, condito da un linguaggio diretto e da una massiccia presenza di sequenze dialogate. Non mancano, però, descrizioni di paesaggi incontaminati, fiumi, colline, praterie.
 Al centro di tutti i racconti di Carver, tuttavia, c'è un personaggio: l'uomo medio. I personaggi degli scritti di Carver, infatti, non sono mai degli eroi tragici. Da questo punto di vista emerge la differenza con un altro classico della letteratura yankee (che io adoro): Ernest Hemingway. All'interno della raccolta è presente persino un racconto che caricaturizza il torero-eroe tipico della letteratura di Hemingway. I protagonisti di Carver sono gli uomini della porta accanto, divorziati, lavoratori, piccoli negozianti, gente a cui finisce un pelo in bocca o che trasloca. Uomini di tutti i giorni, insomma, alle prese con faccende di tutti i giorni. Un altro aspetto dei racconti che ho letto è l'elevata semplicità delle trame. Non aspettatevi intrecci complicati e magnifici da Carver: non li troverete. Da un lato, Carver sdogana il mito della narrativa come tragedia, o come narrazione di grandi storie; dall'altro, però, alcuni racconti, proprio per questo motivo, possono risultare un po'noiosi. Sono lontani i tempi passionali e avventurosi del campanaro che si innamora (Vedi alla voce: "Notre-Dame de Paris, di Victor Hugo) o dello studentello universitario che compie un duplice efferato omicidio (Vedi "Delitto e Castigo, di Fedor Dostoevskij). In Carver tutto è semplice, dal linguaggio alle trame. Con la conseguenza che i racconti sono caratterizzati da una buonissima leggibilità e da una buona possibilità di immedesimazione nei panni dei personaggi, ma non riescono a trasmettere (almeno a mio modo di vedere) un pathos che ti porta ad esserne totalmente coinvolti.
 Quindi, in definitiva, una raccolta alla quale assegnerei tre stelline su cinque, e che consiglierei a chi non cerca necessariamente grandissimi emozioni nella lettura.

sabato 30 gennaio 2016

Recensione "L'elefante è già in valigia" di Paola Casadei

Salve a tutti, lettori. Wow. Ho finalmente terminato gli esami della sessione invernale, la Kerber ha appena battuto la Williams e io sono contentissimo. Direi che è il momento giusto per lasciarvi la recensione di un bel romanzo. Si intitola "L'elefante è già in valigia", di Paola Casadei, edizione Lettere Animate. Buona lettura!



Quante categorie di romanzo esistono? Impossibile rispondere con un numero preciso. Di certo esistono romanzi pieni di azioni e di suspence, come quelli di Stephen King; e romanzi che invece si basano, più che sull'avventura, sulla descrizione di luoghi e sull'introspezione psicologica dei personaggi. Un'opera che, a mio dire, potrebbe rientrare in quest'ultima categoria è Fiesta di Hemingway.
Ma perché tutta questa manfrina iniziale?
Se adorate King o, più in generale, i romanzi densi di azione, "L'elefante è già in valigia" di Paola Casadei non vi piacerà. Se, al contrario, avete amato Fiesta o apprezzate, più in generale, i libri che descrivono luoghi e sensazioni, allora il libro di Paola Casadei fa senz'altro per voi.
Questa, in soldoni, la trama. Giulia è sposata con Pierre, un francese che viaggia tantissimo per lavoro. La coppia si stabilisce per un lunghissimo periodo in Africa, e i loro figli crescono là. Quando la loro figlia maggiore, Carlotta, è ormai adolescente la famiglia decide di trasferirsi in Italia, in una non meglio identificata città della Pianura Padana. Riuscirà Carlotta, vissuta per circa sedici anni in Africa, ad integrarsi nel nuovo contesto?
L'autrice ha vissuto davvero in Africa, e ciò è lampante. La Casadei non ha dell'Africa una conoscenza da turista, ma quasi da nativa. Sa descrivere benissimo un tramonto nel Continente Nero, un safari, l'emozione che si prova nel sentire il verso delle balene. E, soprattutto, l'autrice conosce, e rappresenta alla perfezione, le contraddizioni economico-sociali di un continente devastato dalle guerre. Le pagine del romanzo sono piene anche di curiosità e piccoli aneddoti riguardanti alcuni Stati africani, che aiutano il lettore ad immedesimarsi meglio nelle atmosfere di questi luoghi.
Ogni tanto, inoltre, appare anche una ricetta tipica: un altro espediente per far recepire al lettore la cultura del luogo. Personalmente, non essendo un grande appassionato di cucina, non ho molto gradito interruzioni di questo tipo, che potrebbero comunque piacere ai patiti.
Ma in "L'elefante è già in valigia" c'è spazio anche per altre tematiche. Come, ad esempio, i sentimenti. Uno dei primi ragazzi che Carlotta conosce in Italia è Filippo. Ambientarsi in un contesto del tutto nuovo, ovviamente, non è facile; Filippo aiuterà Carlotta a sentirsi a proprio agio in classe, e quello che all'inizio sembra un semplice rapporto di amicizia rischia di diventare ben altro. I social network inoltre, ultimamente tanto denigrati, diventano lo strumento attraverso il quale Carlotta si tiene in contatto con i suoi "vecchi" amici. Che poi è il motivo per quei erano stati inventati; molti ne fanno un uso distorto, ma questo è un altro discorso.
Il romanzo di Paola Casadei si caratterizza anche per la sua quasi perfezione dal punto di vista stilistico-grammaticale. Ho letto altri romanzi di autori esordienti (non molti, a dire la  verità), e fino a questo momento "L'elefante è già in valigia" mi è parso per distacco il migliore a livello di pulizia della lingua. Certo, la forma non fa il contenuto, ma senza dubbio aiuta ad esaltarlo.
In definitiva, quindi, "L'elefante è già in valigia" è un romanzo nel complesso davvero valido, ma non per tutti i palati. Se dovessi riassumere il mio parere con un numero, questo sarebbe 4 (su un massimo di 5, si intende).


mercoledì 27 gennaio 2016

Rispettiamo le culture di tutti, compresa la nostra



La visita di Rohani a Roma ha suscitato polemiche fin dall'inizio; ossia fin da quando era stato annunciato il viaggio del presidente iraniano nella nostra Capitale. Rohani è stato etichettato quasi come un tiranno, come il capo di uno Stato che perseguita gli omosessuali ed esegue, nel solo 2015, circa 900 condanne a morte. Eppure non è il peggio che si possa avere. La politica di Rohani si dimostra lontana dagli eccessi di Khomeini e di Ahmadinejad. Certo, i dissapori con Israele esistono ancora, ma non si parla più di "cancellare Israele dalle carte geografiche"; l'accordo sul nucleare si è finalmente trovato e l'Iran non appoggia i fondamentalisti islamici dell'Isis. A distanza di decenni, finalmente, è possibile instaurare delle relazioni internazionali più serene con uno Stato chiave negli equilibri medio orientali.
L'Italia, inoltre, sta per concludere con Teheran accordi economici per la bellezza di diciassette miliardi di dollari. Una cifra mica male. Un ospite come Rohani, quindi, va sicuramente trattato con il dovuto rispetto.
Il rispetto per un ospite, tuttavia, non implica la rinuncia al rispetto per sé stessi. Se sulla richiesta della delegazione iraniana di non servire il vino a tavola si può chiudere un occhio (anche se la Francia ha già dichiarato che non farà lo stesso), sulla censura delle nostre opere d'arte nei Musei Capitolini passare oltre è difficile.
Che cos'è la politica? È compromesso, avrebbe risposto Mill; nessuno è depositario di verità universali, per cui il giusto emerge dal confronto-scontro fra portatori di verità particolari. Le statue dei Musei Capitolini per noi sono arte, per gli iraniani sono imbarazzanti. Chi ha ragione? Se partiamo dalla prospettiva di Mill, nessuno dei due. Ed è proprio per questo motivo che si sarebbe potuto, e dovuto, trovare un equo compromesso fra le parti in causa. Un esempio? Spostare l'incontro in un altra sala, o direttamente in un altro palazzo. A Rohani non piacciono i nudi di cavalli e di donne? Benissimo, che lo si faccia parlare da qualche altre parte, così sono tutti contenti. Roma, del resto, è piena di palazzi, istituzionali e non, degni di accogliere con maestosità qualsiasi delegazione straniera.
 Da dove deriva, quindi, la scelta di autocensurarci? Ah, bella domanda: probabilmente la verità non si saprà mai. Come nel caso dei misteriosi funerali a Casamonica, è già iniziato lo scaricabarile istituzionale. Franceschini sostiene che lui e Renzi fossero all'oscuro di tutto. La sovraintendenza capitolina ai beni culturali nega un proprio coinvolgimento nella vicenda, e dice di rivolgersi a Palazzo Chigi; quest'ultimo avvia un'indagine al proprio interno per scovare l'inghippo.
 La polemica sul trattamento riservato alle nostre statue non è però fine a sé stessa. Essa arriva, infatti, in un contesto politico molto delicato. Schengen è sull'orlo del baratro, i flussi migratori dalla Siria e dalla Libia verso l'Europa sono in aumento, e i problemi di integrazione fra le comunità europee e quelle musulmane rischiano di esplodere: Colonia docet. L'integrazione e la reciproca accettazione fra due culture diverse non dovrebbe comportare la disintegrazione di nessuna delle due. Autoannullarsi non significa accettare il "diverso", significa sottomettersi. Se l'Occidente fa del rispetto di tutte le culture il proprio cavallo di battaglia, dovrebbe iniziare a rispettare anche quella che conosce meglio: la propria.

sabato 9 gennaio 2016

Segnalazione "Oceano nello Smeraldo" e intervista all'autrice

Salve a tutti ragazzi, spero che abbiate passato delle belle feste. Le mie sono andate benissimo, solo che adesso bisogna riprendere con la vita di tutti i giorni, in particolare con gli esami all'università. Prima di tornare a studiare Storia delle Relazioni Internazionali, però, voglio segnalarvi un romanzo. Si tratta di "Oceano nello smeraldo", di Sara Di Terlizzi, edizione Lettere Animate. Si tratta di un romanzo di narrativa contemporanea, dalle tinte un po'rosa, che vi farà di certo emozionare. 
Ecco a voi, dunque, la segnalazione del romanzo e l'intervista all'autrice.
Buona lettura!


Sinossi: Serena Catelli è la classica studentessa universitaria fuori sede. Proveniente da un piccolo paese di provincia, si ritrova a studiare e vivere in una delle città più suggestive d’Italia: Verona. Il suo grande sogno è quello di diventare una grande giornalista. Una mattina, recandosi all’università in autobus, si scontra con un giovane e bellissimo attore teatrale, Alberto Marano, che le ruba il cuore sin dal primo sguardo. I due si salutano amichevolmente alla stazione dei treni, convinti che non si rivedranno mai più. In realtà i loro destini s’incroceranno di nuovo. Serena lavora nei week end in una birreria a Borgo Roma, poco distante dal suo appartamento. Il venerdì sera dopo il fortuito incontro, una delle colleghe di Serena, le chiede di fare a cambio per servire un tavolo. Qui, Serena e Alberto si vedono nuovamente. Entrambi stupiti dalla casualità dei loro incontri, decidono di conoscersi meglio. Alberto riaccompagna Serena a casa, e i due si danno appuntamento per uscire la Domenica successiva. Dopo aver fatto una passeggiata in centro, ed essere stati in un bar a parlare, i due capiscono che tra di loro c’è intesa e decidono di frequentarsi. Alberto confessa a Serena di essere appena uscito da una relazione di cinque anni, e di credere fortemente nell’amore. Al contrario, Serena non è mai stata innamorata, e sta provando delle forti emozioni nei confronti di Alberto. Dopo quattro mesi passati insieme, Serena capisce di essere innamorata di Alberto, e valuta quale sia il modo migliore di dirglielo. Durante un appuntamento, Serena nota che Alberto è molto strano: si comporta freddamente e si mostra indifferente verso ciò che gli succede intorno, nonostante continui ad affermare che va tutto bene. Serena, stanca del suo comportamento freddo e distaccato, esce dal bar su tutte le furie, lasciando Albero sbigottito. I ragazzi litigano malamente fuori dal bar, si rinfacciano tutte le cose negative di quei mesi passati, finché Alberto confessa a Serena di voler tornare con la sua ex, Alessia. Serena sente improvvisamente il mondo caderle addosso; è delusa, ferita e incredula. Il giorno successivo decide di scrivere una lettera ad Alberto, chiedendogli la sua occasione di viversi la loro storia. Dopo un breve periodo di riflessione, la ragazza capisce di dover rimettere insieme i pezzi della sua vita, di doversi rialzare e ricominciare. Prima di tornare a casa dalla famiglia per le vacanze di Natale, si reca nel posto di Verona che preferisce, un luogo isolato vicino al fiume. Qui, Alberto la raggiunge sorprendendola e chiedendole scusa. Le dice di aver sbagliato, di aver capito che l’amore è altro, e che quello che c’è tra di loro non può essere mandato all’aria per un suo errore. Ma Serena sa, in cuor suo, che la scelta migliore è quella di andare avanti per la sua strada, senza Alberto. Durante le vacanze di Natale, Serena scopre di essere malata e di dover subire, due mesi dopo, un intervento alla gola a causa di un tumore. Questa notizia sconvolge completamente la sua vita, modificando la sua posizione nei confronti di Alberto. Qualche settimana prima dell’operazione, la ragazza si reca nel suo appartamento a
Verona per prendere le sue cose. Qui, decide di vedere Alberto e dirgli finalmente quello che prova per lui. I due ragazzi dichiarano il loro amore l’uno per l’altra, ma Serena non gli racconta della sua malattia e della vicina operazione.

L'autrice: Mi chiamo Sara Di Terlizzi, sono nata a Manerbio (BS) il 16 agosto 1993, e vivo nella provincia di Brescia, in un piccolo paesino chiamato Verolanuova. Ho studiato scienze sociali alle superiori e mi sono diplomata nel Luglio 2012. Al momento, studio all’Università degli studi di Verona, presso la facoltà di Lettere e Filosofia, il corso di scienze della comunicazione. Sono però in fase di laurea, prevista a Marzo 2016. Sto studiando per diventare giornalista, anche se la mia passione principale è appunto la scrittura. Mi piacerebbe riuscire un giorno a scrivere per vivere, per quanto al giorno d’oggi possa essere difficile.
In ambito letterario, ho scoperto questa grande passione ai tempi delle superiori e ho cercato di non lasciarla andare mai. Ho aperto una pagina facebook (https://www.facebook.com/Sara.Diter/) e un blog (https://saraditerlizzi.wordpress.com/) in modo da poter coltivare al meglio questa passione. Nel 2012 ho vinto un concorso pubblicando una poesia nel libro “Passione Mediterrane”, e lo scorso 04 Novembre ho pubblicato il libro “Oceano nello smeraldo”.

Titolo: Oceano nello smeraldo
Autrice: Sara Di Terlizzi
Editore: Lettere Animate
Pagine: 103
Genere: Narrativa Contemporanea/Rosa
Prezzo: €2.49
Link d'acquisto: http://www.amazon.it/Oceano-nello-smeraldo-Sara-Terlizzi-ebook/dp/B017LA97O6/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1452335935&sr=8-1&keywords=sara+di+terlizzi

Ed ecco a voi l'intervista all'autrice.

Cominciamo con qualche domanda su di te. Sei una laureanda in Scienze della comunicazione. Avrai sicuramente sentito, in questi giorni, le polemiche sulle dichiarazioni del ministro Poletti. Come valuti, personalmente, il sistema universitario italiano?

Sinceramente, ritengo che il sistema universitario italiano non sia così male come tanti di noi lo descrivono. Dobbiamo considerare che i laureati italiani all'estero vengono considerati molto bene, perché diciamocelo, una laurea presa in Italia, non è una laurea presa in America. Detto questo, è ovvio che abbiamo delle lacune enormi, altrimenti non saremmo qui a parlarne, ma fondamentalmente penso che ci siano delle buone basi. Per quanto riguarda le dichiarazioni di Poletti, l'unica cosa che posso permettermi di dire è, che se ci fosse più lavoro, le persone lavorerebbero, ma non possiamo generalizzare, perciò mi limito semplicemente a sperare di poter trovare il lavoro che amo, in un futuro non troppo futuro. 

Ti piacerebbe scrivere per vivere. Quali sono, fra gli autori che hanno già realizzato questo sogno, i tuoi preferiti?
Se dovessi iniziare una lista dei miei autori preferiti, credo che non finiremmo più! In questo caso posso dirti quali effettivamente non potrei mai e poi mai eliminare dalla mia biblioteca personale. Il primo in assoluto è decisamente Alessandro Baricco, è decisamente il mio autore preferito. Subito dopo ci sono Margaret Mazzantini, Niccolò Ammaniti, e se potessi citare anche autori che sono già morti, probabilmente la lista sarebbe infinita, adoro la letteratura classica, Dante, Svevo, Verga, Marquez,Hemingway, Austen.. Lista infinita.

Come è nata di preciso la tua passione per la scrittura e il giornalismo?
La passione per la scrittura è nata semplicemente, sono passata dallo scrivere un diario, quando ero solo un'adolescente, a riportare i miei pensieri sul computer, ho iniziato a condividerli, e da lì ho capito che io e la scrittura avevamo talmente tanto da darci a vicenda che non l'avrei più voluta lasciare. Per quanto riguarda il giornalismo, è tutto un percorso che ancora devo capire, i giornalisti italiani sono particolari, è un lavoro che dà tanto ma toglie tanto allo stesso tempo, non so bene dove sia arrivata questa passione, questa voglia di entrare nel loro mondo, ma ora so che c'è, e che farò di tutto per arrivare dove voglio. 

Nel 2012 hai vinto un concorso e hai pubblicato una poesia nel libro "Passione Mediterranea". Quanto sono importanti secondo te i concorsi per farsi conoscere?
Credo che questo genere di concorsi possa servire solo fino ad un certo punto. Sì, i concorsi aiutano a farsi conoscere, ma ormai viviamo in un mondo dove condividiamo tutto sui social, e credo che farsi pubblicità non sia più così difficile come una volta. 

Veniamo adesso al tuo romanzo. Serena scopre per la prima volta l'amore durante la relazione con Alberto. Non voglio chiederti in quali circostanze tu abbia conosciuto questo sentimento, mi sembrerebbe di essere invadente. Ma come è stato il tuo impatto con questo?
L'impatto con il mio primo amore è stato un vero e proprio uragano. Niente era come doveva, tutto estremamente complicato, un vero e proprio casino insomma, credo sia vero quando dicono che l'amore ti fa perdere la testa, almeno a me è successo questo, ho perso completamente la testa, e forse anche un pezzo di me. 

Alberto, quando inizia a frequentare Serena, è appena uscito da una relazione lunga cinque anni. Ti è mai capitato di doverti lasciare alle spalle una lunga fase della tua vita, per poter ricominciare?
Non so se sia effettivamente un bene o un male, ma sì mi è successo. è una cosa talmente difficile da fare che sembra quasi assurda. Alberto non riesce a farla completamente, non da subito perlomeno, fa un errore, ci sbatte la testa, capisce di aver sbagliato e poi torna su suoi passi. E a volte la vita va proprio così, siamo talmente legati a qualcosa che fatichiamo a distaccarci, ma nel momento in cui facciamo un passo indietro capiamo che in fondo non era così importante come credevamo. Dovremmo essere in grado di farlo, quel passo indietro, ma non è comunque una cosa facile, io per prima ci ho messo del tempo per capirlo. 

La storia che hai scritto è ambientata interamente a Verona. Qual è il tuo rapporto con questa città?
Verona è una città importante per me. Al di là del fatto che frequento l'università a Verona, ma ho vissuto un intero anno lì. Per una persona come me, che viene da un paese molto piccolo, in provincia, è stata una boccata d'aria fresca. Verona mi ha dato emozioni che, per il momento, non sono riuscita a vivere in nessun altro luogo, credo ci sia della magia in quella città, la consiglio caldamente a chiunque abbia bisogno di staccare un po'. 

Ambienteresti un tuo racconto in una città che non conosci?
Inizialmente l'idea era proprio quella di ambientare il romanzo in una città che non mi appartenesse emozionalmente, ma poi mi sono resa conto che per il genere di storia che ho raccontato, Verona fosse l'ideale. Al di là di questo romanzo, probabilmente sì, lo farei, ma solo per il semplice fatto che al giorno d'oggi basta una ricerca su google per vedere come una città è fatta. 

Grazie mille per le tue risposte e in bocca al lupo con il romanzo!

sabato 5 dicembre 2015

Segnalazione "Nella fine...il principio" di Paolo Santamaria

Ciao a tutti, e scusate davvero per il lungo periodo di inattività, ma tra l'università e qualche piccola attività lavorativa ho trovato poco tempo per dedicarmi al blog.
Riprendiamo con interviste e segnalazioni di autori esordienti! Oggi voglio segnalarvi "Nella fine... il principio", un interessante romanzo di formazione scritto da Paolo Santamaria ed edito da Lettere Animate. Ecco a voi tutte le informazioni necessarie


Sinossi: Adam Calden, diventato ormai un uomo e padre di famiglia racconta quella che è stata la sua vita dalla nascita fino ad oggi.Nel corso della storia ci presenterà la sua famiglia,i suoi amici e ci renderà partecipi degli eventi lieti e non che hanno caratterizzato la sua crescita e che lo hanno lentamente aiutato a diventare,dopo varie difficoltà e momenti bui,nell'uomo sereno e felice che è adesso.
Disponibile su: In formato digitale su Amazon e quasi tutti gli store. (così mi ha detto la C.E.) Prossimamente disponibile anche in versione cartacea.
Breve Biografia: Nasco il 4 Giugno 1987 a Montegranaro,un paese in provincia di Fermo (nelle Marche) ma vivo e risiedo in un altro paese (Rapagnano) vicinissimo a quello in cui sono nato. Attualmente disoccupato e in cerca di lavoro,vivo ancora in famiglia e mi sono diplomato all'Istituto Statale d'Arte di Fermo.
 
Titolo: Nella fine...Il principio
Autore: Paolo Santamaria
Editore: Lettere Animate Editore
Genere: Narrativa
Numero pagine: 170
Data della pubblicazione: 10 Novembre 2015
Prezzo: € 1.49